Artemisia Gentileschi è stata una pittrice italiana del periodo barocco, nata nel 1593 a Roma, in Italia. È conosciuta soprattutto come una delle più importanti artiste donne del XVII secolo e per i suoi potenti dipinti di soggetti biblici, mitologici e storici. Le sue opere sono particolarmente celebri per le loro composizioni drammatiche, le forti protagoniste femminili, le intense emozioni e i marcati contrasti di luce e ombra.
La Gentileschi ha frequentemente esplorato temi tratti dalla Bibbia, dalla mitologia classica e dalla storia antica, spesso concentrandosi su figure femminili come Giuditta, Susanna, Lucrezia, Cleopatra, Betsabea e Maria Maddalena. Era figlia del pittore Orazio Gentileschi, che la formò nella sua bottega a Roma. Il suo primo dipinto firmato e datato conosciuto, Susanna e i Vecchioni, fu completato nel 1610, quando aveva solo diciassette anni.
Una delle sue opere più celebri è Giuditta che decapita Oloferne, una drammatica rappresentazione dell'eroina biblica Giuditta che uccide il generale assiro Oloferne. Il dipinto è noto per la sua potente azione fisica, le espressioni intense e il drammatico uso della luce e dell'oscurità. Un'altra opera importante è Susanna e i Vecchioni, che raffigura la storia biblica di Susanna confrontata da due uomini anziani. Altre opere significative includono Giuditta e la sua ancella, Giaele e Sisara, Lucrezia, Maria Maddalena in estasi e Autoritratto come Allegoria della Pittura.
Lo stile della Gentileschi è fortemente influenzato dal Caravaggismo ed è caratterizzato da illuminazione drammatica, forti contrasti tra luce e ombra, figure naturalistiche, colori ricchi e scene emotivamente intense. Spesso collocava le sue figure vicino allo spettatore, rendendo l'azione immediata e teatrale. Le sue protagoniste femminili sono frequentemente ritratte come potenti, determinate ed emotivamente complesse, conferendo una prospettiva distintiva alle tradizionali storie bibliche e storiche.
La carriera della Gentileschi si sviluppò in diversi importanti centri artistici europei. Dopo aver lasciato Roma, si trasferì a Firenze, dove si affermò come artista indipendente e divenne la prima donna ad essere ammessa all'Accademia delle Arti del Disegno nel 1616. Successivamente lavorò a Roma, Venezia, Napoli e Londra, ricevendo commissioni da influenti mecenati tra cui la famiglia Medici, Filippo IV di Spagna e la corte reale inglese.
Nel 1630, la Gentileschi si stabilì a Napoli, dove fondò una bottega di successo e continuò a ricevere importanti commissioni. Viaggiò brevemente a Londra intorno al 1638–1639, dove lavorò con suo padre, Orazio Gentileschi, alla corte di Carlo I. Dopo la morte del padre nel 1639, tornò a Napoli intorno al 1640 e vi rimase per il resto della sua vita. La data esatta della sua morte è sconosciuta, ma un documento conferma che era ancora in vita a Napoli nell'agosto del 1654.
Dopo la sua morte, la reputazione della Gentileschi declinò per diversi secoli, poiché l'opera di molte artiste donne fu ampiamente trascurata dagli storici dell'arte. La sua importanza fu riscoperta durante il XX secolo, portando a un rinnovato interesse per i suoi dipinti e il suo ruolo nell'arte barocca. Oggi, Artemisia Gentileschi è considerata una delle pittrici che hanno definito il Barocco italiano e una delle artiste donne più celebrate nell'arte occidentale. I suoi drammatici dipinti di figure come Giuditta, Susanna e Lucrezia rimangono tra i più potenti esempi della pittura barocca.